Archeologie Umane

Archeologie Umane

Il rovinismo contemporaneo al centro dell’indagine creativa di quattro differenti personalità artistiche: Guido Aurisicchio, Sergio Battista, Riccardo D’Amico e Alessandro Degrado. Quattro differenti modi di guardare al passato e di far interagire lo spettatore con esso innescando una intrigante dinamica di connessione con il presente. L’importanza della memoria e del ricordo è perno compositivo delle opere esposte in cui, talvolta, anche il dimenticato, lo scarto assurge a ruolo di mentore di un’ umanità soventemente maltrattata. Ma è proprio da ciò che, solo apparentemente, lasciamo alle nostre spalle che bisogna partire per progettare la nostra contemporaneità. Il trascorso degli oggetti e la loro abbandonica dimenticanza, genera fascinosi scatti per Riccardo D’Amico. Il suo occhio, sollecito alla realtà che lo circonda, riconduce febbrilmente la nostra attenzione verso mondi che non notiamo più, restituendoli la loro dignità. Analogo percorso, ma di reazionario impulso, è quello compiuto da Alessandro Degrado, che conduce l’umanità a riflettere sul passato servendole i suoi scarti, invitandola a prendere coscienza del maltrattamento che costantemente subisce. Una pittura istintuale è, invece, quella di Guido Aurisicchio in cui l’antico ha, nel contempo, il colore della dinamicità, spinta propulsiva verso il presente, e dell’equilibrio con esso. Sono fotogrammi che legano, nostalgicamente, alla memoria quelli di Sergio Battista. Vivi di ciò che è stato e che dobbiamo conservare dentro di noi per poterci ben radicare nel presente.

L’intero percorso espositivo serve a ricondurre lo spettatore alle proprie archeologie e ai propri ricordi. Sono le strutture del nostro passato quelle da cui gettare le basi per il nostro futuro.

venerdì 10 Gennaio 2020 | 18:30 — sabato 18 Gennaio 2020 | 19:00
18:30 — 19:00

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