Cosmos e Caos

Cosmos e Caos

Cos’è che tiene ciascuno di noi sveglio la notte? Qual è la vera ragione per cui ci poniamo continuamente tante domande? Come mai è cosi difficile correre un rischio?

La risposta a questi quesiti la si può rintracciare in una sola parola: l’ignoto. L’essere umano ambisce al completo controllo, non solo della sua esistenza, ma anche di quella degli altri e della natura stessa che lo circonda. Pecca di superbia quando crede che, creandosi dei falsi miti, possa essere padrone di tutto. Crede di guardare un albero e sapere esattamente come sia fatto e a cosa serva, ma non si rende conto che quello che vede non è altro che la mera personalissima percezione del mondo. L’uomo si aspetta costantemente che a ogni azione debba necessariamente corrispondere una reazione ben precisa e, in questo filamentoso e coercitivo schema mentale, asserisce di vivere bene, dimentico che la variante che rende la vita degna di essere vissuta è proprio l’imprevisto, l’ignoto, il caos. L’arte di Giovanni Bonfiglio riflette proprio questo modo di vedere la realtà che lo circonda. Allievo del celebre maestro romano Celestino Ferraresi, nel suo primo periodo artistico studia attentamente le forme che permeano le nostre vite. Vasi, frutta, sedie, interni di stanze e radio. Un’archeologia di vita umana che da sicurezza alla nostra esistenza. Le cose, gli oggetti, che Giovanni Bonfiglio pone al centro della sua ricerca stilistica, sono rappresentati con una minuzia tecnica di certosina mano, che gli permette di variare dall’olio, al pastello e infine all’acquerello per i paesaggi. Questa curiosità sperimentativa è la spinta che lo porta a dipingere e che tutt’ora lo spinge a esplorare l’universo. La sintesi scenica, dei suoi primi anni di produzione, in un solo colpo d’occhio apre allo spettatore mondi ricchi di storie da raccontare. Cosa accadrà nel parco di Villa Ada nella giornata di sole, chi attende la rosetta sulla tavola e che programma darà la radio? Dal maestro Ferraresi mutua la capacità di far brillare il colore e farlo vibrare di luce fino a sfaldarlo in una vaporosità che spinge lo spettatore a voler toccare l’opera. Giovanni Bonfiglio non si ferma, però, alla realtà che già conosce, ma vuole fare un salto in avanti, verso l’ignoto astrattismo che può permettersi solo l’artista che prima ha accarezzato gli oggetti con la luce e con le ombre. Interessante il supporto con cui sceglie di giocare: un impasto di truccioli di legno e collante plastico, trafilato in fogli di un centimetro di spessore, in cui rintraccia la matrice rappresentativa del caos. La stessa natura che rappresentava razionalmente diventa qui fulcro di studio della percezione umana, delinenado una interessante dicotomia tra la regolarità delle forme che disegna e l’irregolarità della materia che utilizza, tra razionale e irrazionale, tra ragione d’essere e passione di esistere. Il suo studio verte sul cosmo, l’uomo e il pensiero. Questi ultimi in relazione alla geometrica volontà di dominare il primo. Ma possiamo davvero dominare la natura che ci circonda? Possiamo dominare solo ciò che realmente conosciamo. Se la riflessione, che guida la mano di Giovanni Bonfiglio, apre la nostra mente all’idea che viviamo di percezioni e non di reali asserzioni, tutto è ignoto per noi, quindi indominabile. Ma mentre i più, davanti a quest’affermazione, saranno presi da panico esistenziale, altri, invece, ne gioiranno. Perchè l’essenza di una vita felice non risiede nel dominare il cosmo, con uno spasmodico controllo, ma nello scivolare fiduciosi attraverso l’ignoto, consapevoli che il caos non è confusione, ma radice primaria di infinite possibilità.

 

sabato 26 Ottobre 2019 | 17:00 — mercoledì 6 Novembre 2019 | 19:00
17:00 — 19:00

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